mercoledì 7 novembre 2018

Etna


Il cielo è grigio e… questo non me lo aspettavo. Però la salita verso il vulcano è piacevole e interessante. Mentre il pullman si inerpica sui crinali dell’Etna, noto l’alternanza tra distese di ceneri e vecchie colate ormai pietrificate. C’è una notevole varietà di piante mediterranee e così, ammirando questo paesaggio, tornano alla mente i miti dell’antichità. Perché si dice che, proprio qui, si trovava la fucina di Efesto, in cui venivano forgiate le armi degli eroi e, probabilmente, si trovava da queste parti anche l’antro in cui viveva il ciclope Polifemo. 


Il sole, di tanto in tanto, si affaccia fra le nubi, ma il tempo non sembra migliorare e, a mano a mano che si sale, la temperatura scende. La vista si dismaga verso la Piana di Catania e il mare che appare velato dalla foschia. 


Ci fermiamo più volte ad ammirare i molti coni vulcanici che si aprono nei pressi del Rifugio Sapienza, prima di salire verso il cratere principale che si trova a 3343 metri di quota. Perciò, prendiamo posto su un mezzo speciale, perché il percorso che porta alla cima, si presenta come un’impervia pista che attraversa un vero e proprio deserto di cenere e  vaste distese di neve. 


Il contrasto tra le polveri oscure e il biancore della neve è impressionante e, durante la salita, ripenso ai racconti di eruzioni più o meno antiche. - Si contano in età storica più di 130 eruzioni ma furono certamente di più, considerando il ritmo di quelle moderne, da quando i fenomeni vengono scientificamente osservati. La più famosa è quella del 1669: - al tramontar del sole squarciatasi la terra – si racconta – aprissi amplissima voragine… la notte vomitò profluvio di fuoco largo due miglia. - la lava raggiunse Catania, ne seppellì una piccola parte e avanzò nel mare per più di mezzo chilometro. - Il 24 giugno del 1917, da una bocca sprizzò una fontana di lava fluidissima, alta circa 800 metri e… altre ancora se ne potrebbero raccontare. 


Intanto il grosso fuoristrada sul quale viaggiamo si inerpica ancora tra neve fresca e vecchie colate. In prossimità del cratere sommitale, che emette una fumata sottile, la temperatura è bassissima ma, se tocchi con mano la cenere che ricopre le bocche di fuoco, puoi sentire il calore che proviene dal sottosuolo. Segno evidente che, nonostante l’apparente calma, all’interno della montagna, la lava ribolle cercando nuovi cunicoli e passaggi per esplodere ancora in superficie. 


Qua è la si vedono bombe vulcaniche e ampie distese di polvere di zolfo e poi, ancora, cenere e neve. Un paesaggio incredibile che sembra quasi di un altro pianeta. Un’esperienza straordinaria che fa riflettere sulle enormi forze che governano la natura e che, ancor oggi,  suscita nel mio animo un misto di terrore e profonda meraviglia.  

19 commenti:

  1. Non so se ho amato di più la descrizione della salita sull'Etna (mi piacerebbe molto andarci) o il modo in cui l'hai fatta! Bravissimo!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sto provando un po' a scrivere dopo qualche anno di black out. Son contento che il racconto della mia avventura sia piaciuto.

      Elimina
  2. Posti meravigliosi, veramente!

    RispondiElimina
  3. Voglio assolutamente vedere dal vivo il contrasto tra le pietre nere e la neve candida... **

    Moz-

    RispondiElimina
  4. Spettacolo straordinario ed al contempo da brividi pensando a quale forza può scatenare un vulcano. Vorrei anch'io riuscire ad andarci, dal vivo deve essere davvero emozionante trovarsi lì.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Per me è stata un'esperienza incredibile: c'era quel fil di fumo che ti faceva capire quanto sia necessari restare sempre all'erta e il contrasto tra il calore di certe parti della superficie del vulcano e il freddo che pungeva pur nel mese di aprile. So stato anche ad Ercolano e Pompei e ho visto a distanza il Vesuvio. Mi piacerebbe tornare anche da quelle parti perché, in generale, son molto interessato ai fenomeni vulcanici e tellurici.

      Elimina
  5. Una grande esperienza quella sull'etna, peccato il brutto tempo ma è sempre una grande escursione

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Si, un po' sfortunato, però, lo ripeto, è stata un'esperienza eccezionale.

      Elimina
  6. Cenere e neve, che accostamento insolito! Una montagna davvero particolare.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non me lo aspettavo di trovare un accostamento del genere. E' stata una sorpresa. Volevo anche dire che da queste parti si mangia ottimamente. Notevole anche sotto questo profilo.

      Elimina
    2. Non ho dubbi, zone che conosco solo tramite la televisione ed i racconti di qualche amico ed ogni volta viene l'acquolina ad immaginare!

      Elimina
  7. Wow, che spettacolo ... e poi, c'è pure la neve, cosa che non immagini se non ci vai.

    RispondiElimina
  8. ... poi eravamo a fine aprile... io mi aspettavo la primavera non l'inverno nevoso.

    RispondiElimina
  9. Hai vissuto una bella esperienza,leggo.io ci vivo,sotto l'Etna,ci salutiamo al risveglio e dò un'occhianina al tramonto,per capire cosa intende fare duranter la notte:A volte ci sveglia con qualche tremolio,altre volte ci regala un po di sabbia,bella sottile e vetrosa che devi respirare con la mascherina.Ma tutto sommato è sempre uno spettacolo,anche quando minaccia colate di fuoco.Se qualche volta ci ritorni in Sicilia,e ti fa piacere,fatti sentire prima,si potrebbe prendere un caffè insieme.Ma forse te l'ho già detto?ciao e alla prossima tua avventura di viaggio.

    RispondiElimina
  10. E' veramente interessante il tuo commento perché ci dice tante cose che il viaggiatore difficilmente riesce a cogliere e che solo chi vive in determinati luoghi riesce a conoscere e descrivere. Mi piacerebbe tornare anche perché ci son tante cose che devo ancora vedere. Se dovessi decidere ti farò senz'altro sapere. Un abbraccio.

    RispondiElimina
  11. Io vivo sotto il Vesuvio che, pare, si vada abbassando mentre si alzano i Campi Flegrei che è un supervulcano e se si sveglia questo altro che Pompei 79 d. C.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Proprio I Campi Flegrei sono una vera e propria "spada di Damocle". Ho sentito da poco che, qualora si svegliassero, la catastrofe sarebbe immane non solo per le zone circostanti ma anche per una vasta area mediterranea, per non contare le nubi di cenere che si sposterebbero per il globo sospinte da vento. Hai ragione, coi supervulcani si rischia veramente parecchio.

      Elimina