martedì 27 marzo 2018

Le Dune di Porto Pino




Son alte e, a tratti, ripide. Ma è bello salire. Osservare i lunghi e ondulati solchi disegnati dal vento sulla sabbia. Non è il deserto. Ma il fascino di questi luoghi è impareggiabile. Rivolgendo lo sguardo all’entroterra c’è la laguna, la vecchia peschiera e le campagne che si distendono sino alle prime propaggini delle montagne sulcitane.




Dall’altro lato, attraverso il verde dei ginepri che crescono sulla duna, si possono ammirare i colori cangianti del mare. Sento caldo mentre discendo il ripido pendio della duna e così, giunto alla base, ripongo lo zaino sulla sabbia per abbandonarmi a una tonificante nuotata. L’acqua è ancora abbastanza fredda ma è più facile riprendere il cammino dopo essersi rinfrescati.


La stanchezza non mi impedisce di avanzare di buon passo. Mi fermo di tanto in tanto per scattare ancora qualche foto. Non erano mari o isole lontane. Non si trattava del Sahara… ero solo a poco più di ottanta chilometri da casa. Ma il senso dell’avventura è stato grande… così come il desiderio di non disperderne il ricordo.


                                     Auguro a Tutti Voi una Serena Pasqua

martedì 20 marzo 2018

Budapest e il Ricordo di Imre Nagi


Ricordo sempre il panorama della città dal Bastione dei Pescatori:


I l Parlamento… e il Bel Danubio Blu,



il Ponte delle Catene


La Chiesa di Matyas,



Ma anche gli stabilimenti termali ,



l’antica Buda ,



…il pittoresco mercato.

Però, quando sei a Budapest, per dirla con le parole di Tiziano Terzani, “ti senti quasi travolgere dalla storia.” Mediti sul travaglio d’Europa, dalla Rivoluzione del 1848, sino alle Guerre Mondiali e all’Olocausto del popolo ebreo. Ripensi alla ribellione del 1956 nei confronti del giogo sovietico. 



Personalmente, ho provato una forte emozione, ammirando in una piazzetta nei pressi del Parlamento, il monumento al Primo Ministro Imre Nagi che, seppur comunista, si oppose con forza al regime imposto da Mosca. La statua dello statista è collocata sul dosso di un piccolo ponte in metallo. I suoi occhi son mesti e pensosi. Rivolti a quel futuro che a lui non è stato dato di conoscere. Perché Imre Nagi fu giustiziato e ora, da quel ponte sembra guardare con malinconia la nuova vita di Budapest. Maestosa, solare e ammirata da una moltitudine di turisti provenienti da ogni parte del mondo e… mi par di leggere, nei suoi occhi, la speranza di non veder la patria chiusa da nuovi muri e soggiogata ad altri totalitarismi.

lunedì 12 marzo 2018

Arrivano i Buoni... Ovvero Quelli che son Predati e non Predatori.



Gli impala sono antilopi di medie dimensioni. Vivono nella savana e nella boscaglia dell'Africa orientale e meridionale. Durante la stagione delle piogge, quando il cibo non manca, si radunano in branchi di diverse centinaia di individui per brucare erba nei pascoli, cespugli, arbusti e germogli. Il branco garantisce la protezione dai predatori, come i leoni. Nella comunità degli impala c’è sempre un individuo che fa da sentinella e lancia un segnale di allarme non appena si palesa il pericolo dei predatori. Gli impala sono abili corridori, capaci di fare salti lunghi fino a 10 metri. Usano questa tecnica per sfuggire ai predatori e talvolta, si dice, per semplice divertimento.



Nessun animale, poi, ha un manto più vistoso della zebra. Non esistono individui eguali, anche se ogni specie ha una propria livrea. Le strisce possono rendere difficile a un predatore l'identificazione di un singolo animale nella mandria in corsa e si ritiene, per altro verso, che proprio per la loro unicità, le strisce potrebbero servire alle zebre per riconoscersi fra loro.


La giraffa, infine, è il mammifero più alto del mondo, grazie al lungo collo e alle sue zampe affusolate (una zampa dell’animale  misura circa 1 metro e 80 cm. e supera di per sé l’altezza di molti esseri umani). Una giraffa è in grado di correre a quasi 60 km all’ora per brevi distanze, e di procedere agevolmente a circa 15 km all’ora su tratti più lunghi. Generalmente, questi animali si muovono nelle praterie aperte in gruppi composti da una mezza dozzina di individui.  Le giraffe sfruttano la loro altezza per brucare le foglie e i germogli in cima agli alberi, dove pochi altri animali riescono ad arrivare (l’acacia è tra i preferiti). Persino la lingua della giraffa è lunga! Con i suoi 53 centimetri, tale organo, aiuta l’animale a strappare gustosi bocconi dai rami.

Ecco allora che chi si reca in Africa, attratto dalla fama dei grossi felini, degli elefanti, dei rinoceronti e degli ippopotami (i cosiddetti big five), dalla subdola aggressività dei coccodrilli e dall’impeto dei bisonti, alla fine, resta sempre stupefatto davanti all’agilità e all’eleganza di questi animali che non aggrediscono, non inseguono, non intimoriscono nessuno e, ogni giorno, devono aguzzar l’ingegno per evitare d’esser fatti a pezzi…proprio come capita ai miti e ai più deboli in quella giungla che è la vita umana.

martedì 6 marzo 2018

"Allahismarladik!"




C’è un antico rione nel borgo di Moena che, tanto tempo fa, era denominato “Ischiazza”. Narra la leggenda che, nel 1683, anno dell’assedio di Vienna da parte dell’Impero Ottomano, un soldato turco, sfuggito alla prigionia, ferito e ormai allo stremo delle forze, venne generosamente soccorso dagli abitanti della zona. Questi gli prestarono le loro cure fino alla sua guarigione e  l’aiuto e la generosità della gente indussero il turco a trasferirsi definitivamente a Moena, proprio in questo  rione che, in seguito, prenderà il nome di Turchia. A ricordo di questa leggenda, nel quartiere è stata realizzata una fontana con una colonnina sormontata dal busto di un milite ottomano dal volto sereno.

Sembra quasi che il soldato osservi i viandanti che passano da quelle parti e a loro dica: “Allahismarladik!” Si tratta di un augurio che , in Turchia viene rivolto a chi si accinge ad un lungo viaggio. L'espressione significa “abbiamo chiesto a Dio...”, abbiamo pregato per te e, l’oggetto della richiesta è quello che segue:

“di marciare al tuo fianco, di fugare le tenebre davanti a te, di scacciare i predoni appostati sul tuo cammino, di placare le valanghe e addormentare i torrenti in piena."

“Gule gule” risponde colui che parte (ridendo ridendo). E, sottintende: “Vi saluto con un sorriso e con un sorriso vi ritroverò, sarà  un viaggio nel segno della buona sorte.”


Un bel modo di congedarsi, tipico di una civiltà profondamente diversa dalla nostra. Con usi e costumi, a volte difficili da capire, accettare o condividere… ma che offre anche espressioni come questa che denota saggezza, senso di amicizia e un forte anelito di serenità.