lunedì 8 ottobre 2018

Filosofia Spicciola del Viaggio


Per una volta interrompo il continuo girovagare che caratterizza questo piccolo spazio per provare a fare delle riflessioni sulle ragioni che ci spingono a viaggiare. Mi vien spesso da pensare che il viaggio sia fondamentalmente un'evasione, ma con ciò non voglio attribuirgli un senso puramente ludico. Mi riferisco, piuttosto, ad un abbandono della quotidianità e dei luoghi in cui siamo abituati a vivere, per affrontare nuove esperienze ed aprirci al confronto con altre storie, culture, usi e costumi. C'è chi torna da un viaggio e sostiene che "all'estero è tutta un'altra cosa", che "certe cose manco ce le sogniamo" e che "noi Italiani abbiamo tanto da imparare dagli stranieri." Per certi versi ciò può esser vero ma... a volte è vero anche il contrario. Così, viaggiando, capita di apprezzare tante cose della nostra terra che siam soliti dare per scontate e che, quando siamo lontani, valutiamo come cose preziose e rare. Il viaggio, allora, è un'occasione di confronto, di crescita culturale. Uno stimolo per tante riflessioni, ma anche un diversivo, una pausa che spezza il "travaglio usato" e  tante abitudini stancamente ripetute. 



Un momento di svago e riposo per la mente e il corpo e, talvolta, d'avventura correlata ad una salutare fatica fisica. C'è il gusto della progettazione di un itinerario, l'entusiasmo e l'insonnia che accompagnano la vigilia della partenza. Il piacere dell'impresa e della scoperta che, ormai, è tutta personale visto che quasi non ci sono più luoghi inesplorati e non raggiunti da un turismo di massa talvolta sin troppo invadente. Infine si manifesta la malinconia del ritorno, ma anche il piacere di ricordare e raccontare. La possibilità di confortare, con la memoria delle esperienze vissute in viaggio, quei giorni della fatica e della noia in cui, al massimo c'è dato di sognare ad occhi aperti .  

lunedì 1 ottobre 2018

Vi porto a Castelsardo


Costruito su un blocco di trachite che si protende sul mare del Golfo dell’Asinara. Il borgo di Castelsardo è sicuramente uno dei luoghi più affascinanti della Sardegna.  In principio si chiamava Castelgenovese e fu un baluardo della famiglia Doria che, probabilmente, lo fondò intorno al 1120. Divenne nel 1448 Castellaragonese e, nel 1767, sotto il dominio sabaudo, assunse l’attuale denominazione. 


Pittoresche strade s’arrampicano verso i bastioni e i terrazzi del Castello. Bellissima la Cattedrale, risalente al XVI secolo, col suo campanile slanciato culminante in una cupoletta maiolicata. 




Piacevole aggirarsi fra le sue vie, ammirare le antiche costruzioni, e le ceste, prodotto dell’artigianato locale, poste in vendita lungo strada dagli artigiani. Fermarsi a cenare in una vecchia trattoria. 


Il soggiorno in questo luogo non è durato tanto per me, ma resterà sempre nel mio cuore, l’immagine di questo meraviglioso tramonto sul mare. 


lunedì 24 settembre 2018

La Flora del Sudafrica


Il Sudafrica è una terra multiforme. Ci stupisce non solo per la Savana, popolata da animali selvatici, per le sue moderne città così cariche di forti contraddizioni, per il suo Oceano infinito, ma anche per la varietà di fiori che caratterizza la sua natura.


Ecco, ad esempio, l'albero del corallo con le sue infiorescenze vermiglie.

Meravigliosa la protea selvatica


e quella coltivata 


nel vasto orto botanico di Kirstenbosch.

Ci sono poi le strelitzie,


la clivia 


… e tanti altri fiori che suscitano stupore nell'animo del viandante sin qui giunto da terre lontane. 

martedì 18 settembre 2018

Riparto da Siracusa...



Perché affascina col suo mare immenso sia quando è calmo…


… che quando con impeto si infrange sugli argini del lungomare.

Per la sua storia e le sue vestigia…


…le latomie e l'orecchio di Dionisio 



 là dove il feroce tiranno si nascondeva per ascoltare i discorsi dei suoi nemici fatti prigionieri.…


…il teatro greco,


il Duomo

… e i tanti meravigliosi angoli di questa città


 Mi fermo davanti alla Fonte Arethusa che mi ripota alla mente la storia della ninfa d’Arcadia che, per sottrarsi alle attenzioni del dio fluviale Alfeo, chiese aiuto ad Artemide. La dea la esaudì e, dopo averla trasformata in un corso d’acqua, la condusse sino all’isola di Ortigia. Qui  ricomparve come fonte:

       “La terra mi aprì un varco per lasciarmi passare

        E io trascorsi in antri profondi fino a levare il capo qui

        E ritornare a contemplar le stelle che da un po’non vedevo”.



Così Ovidio descrive lo stato d’animo di Arethusa che, nonostante l’aiuto di Artemide, non riuscirà a sfuggire al concupiscente Alfeo che, trasformatosi in un fiume sottomarino, unì le sue acque a quelle della ninfa e… questi  versi antichi e dolci tornano alla mente al viandante che porterà sempre con sé  il ricordo di questa meravigliosa città mediterranea.


lunedì 17 settembre 2018

Ritorno



… dopo un periodo di fiacca personale e di riflessione su tante cose. Dopo aver girovagato senza contatti radio, vorrei che il mio blog riprendesse a portarvi in giro per il mondo, in cerca di nuove avventure. Buon viaggio, allora, se vorrete di nuovo seguirmi!

                                              Sergente Elias.

martedì 27 marzo 2018

Le Dune di Porto Pino




Son alte e, a tratti, ripide. Ma è bello salire. Osservare i lunghi e ondulati solchi disegnati dal vento sulla sabbia. Non è il deserto. Ma il fascino di questi luoghi è impareggiabile. Rivolgendo lo sguardo all’entroterra c’è la laguna, la vecchia peschiera e le campagne che si distendono sino alle prime propaggini delle montagne sulcitane.




Dall’altro lato, attraverso il verde dei ginepri che crescono sulla duna, si possono ammirare i colori cangianti del mare. Sento caldo mentre discendo il ripido pendio della duna e così, giunto alla base, ripongo lo zaino sulla sabbia per abbandonarmi a una tonificante nuotata. L’acqua è ancora abbastanza fredda ma è più facile riprendere il cammino dopo essersi rinfrescati.


La stanchezza non mi impedisce di avanzare di buon passo. Mi fermo di tanto in tanto per scattare ancora qualche foto. Non erano mari o isole lontane. Non si trattava del Sahara… ero solo a poco più di ottanta chilometri da casa. Ma il senso dell’avventura è stato grande… così come il desiderio di non disperderne il ricordo.


                                     Auguro a Tutti Voi una Serena Pasqua

martedì 20 marzo 2018

Budapest e il Ricordo di Imre Nagi


Ricordo sempre il panorama della città dal Bastione dei Pescatori:


I l Parlamento… e il Bel Danubio Blu,



il Ponte delle Catene


La Chiesa di Matyas,



Ma anche gli stabilimenti termali ,



l’antica Buda ,



…il pittoresco mercato.

Però, quando sei a Budapest, per dirla con le parole di Tiziano Terzani, “ti senti quasi travolgere dalla storia.” Mediti sul travaglio d’Europa, dalla Rivoluzione del 1848, sino alle Guerre Mondiali e all’Olocausto del popolo ebreo. Ripensi alla ribellione del 1956 nei confronti del giogo sovietico. 



Personalmente, ho provato una forte emozione, ammirando in una piazzetta nei pressi del Parlamento, il monumento al Primo Ministro Imre Nagi che, seppur comunista, si oppose con forza al regime imposto da Mosca. La statua dello statista è collocata sul dosso di un piccolo ponte in metallo. I suoi occhi son mesti e pensosi. Rivolti a quel futuro che a lui non è stato dato di conoscere. Perché Imre Nagi fu giustiziato e ora, da quel ponte sembra guardare con malinconia la nuova vita di Budapest. Maestosa, solare e ammirata da una moltitudine di turisti provenienti da ogni parte del mondo e… mi par di leggere, nei suoi occhi, la speranza di non veder la patria chiusa da nuovi muri e soggiogata ad altri totalitarismi.